Home Le isole si accendono, solstizio d’estate 2009
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Per chi non ne è a conoscenza, la manifestazione è molto semplice e francescana e so che molte persone desiderano compiere questo piccolo rito del cambiamento in totale solitudine.

Come funziona?

Alle ore 21 del 21 giugno, secondo i fusi orari, chi vuole accenderà un fuoco (basta anche una candela o il fornello del gas), spargerà un po’ di sale, mangerà un po’ di pane (so, ad esempio, che quelli di “Casa Cuma” prepareranno sul Vesuvio quintali di pane che hanno battezzato “Pane della libertà”, durante un mercato senza mercanti). Dopo, leggerà -da solo o in compagnia- il testo qui allegato.

L’operazione finisce qui. Chi vuole partecipare, può comunicarlo o tramite facebook, facendo girare la notizia ai propri gruppi di amici, o tramite www.leisolesiaccendono.com, sito che sta allestendo Vito Cuppone, l’altro ideatore di questa manifestazione periodica e nel contempo liberissima.

Per quanto ovvio potete scrivere anche sulle nostre mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

A seguire, come ogni anno, le associazioni o i gruppi spontanei faranno ciò che più gli aggrada.

So che Luisella Carretta riempirà il porto di Genova e che Selinunte, grazie alla vivacissima Francesca Lombardo di Rosa, vedrà migliaia di persone sulla spiaggia mettere i piedi dove li posarono i greci.

Quelli di Carloforte certamente organizzeranno qualche performance di teatro e a Procida occorrerà

provvedere ad ospitare gli stormi di gabbiani che si fermeranno ad ascoltare sul castello di Terra Murata. Io sarò con varie centinaia di giovani a Capo Miseno, nei Campi Flegrei, sulla spiaggia, insieme col musicista Daniele Sepe e altri amici. I giovani organizzeranno un grande cerchio di piccoli fuochi (pensano a tutto loro, il che è molto significativo) e, dopo le letture e i canti (con tammurriate, ovvio), libereranno nel cielo un messaggio personale legato a centinaia di piccole mongolfiere luminose (biodegradabili, innocue per l’ambiente).

Spero che anche quest’anno Emiliano ci porti le stupefacenti nespole e ciliegie della sua campagna.

Credo che faremo, a notte inoltrata, un bel bagno di luna, magari recitandoci poesie sull’acqua o cantando. Sulle rotte nautiche dell’antichità erano segnati Miseno e Rodi come punti di riferimento. Chissà che le onde sonore non giungano anche a Rodi. Dovrebbero provvedere ad ampliare il segnale Vincenzo ed Eleonora da Corfù.

Niente cicche e rifiuti: chi fuma (e io sono tra questi) si porti il suo posacenere e la sua busta.

Mauro Mauri, il pilota dell’Alitalia che fece leggere nel 2008 il testo scelto a tutti i passeggeri, sarà, come mi dicono, col gruppo di poeti romani (Zuccaro, Fontana, Fiore…).

Attendo conferma da squadre di pallavolo femminile e da Franca Rame, che partecipò l’anno scorso.

Anche quest’anno saranno molte le città da varie parti del mondo, che troverete segnalate nel sito.

Che significa molte città? Che basta una sola persona ed ecco: anche lì si accende un’isola. Il nostro appuntamento, infatti, senza spingere più di tanto, cresce come cerchi sull’acqua (o, meglio, fuoco che passa da una torcia all’altra) e vuole mantenere il “senso” del contatto -almeno per un minuto durante un anno- con sé stessi e con gli altri, lontano, molto lontano dai media e da manipolazioni di vario tipo

Buon solstizio.